esportare Germania
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Decalogo Vendere in Germania – 3

Il Decalogo per Vendere in Germania – Parte Terza

 

Punto numero sette:

la tua officina, il tuo ufficio o il tuo laboratorio devono essere sempre puliti e in ordine: questo punto viene spesso sottovalutato. Ho fatto leggere alla mia compagna il decalogo e mi è ha detto: “Sì, Sì, molto bello tranne il punto dell’officina che è pulita”. E invece no.

Quante volte mi hanno detto i tedeschi di essere così soddisfatti di aver trovato un’officina pulita ed in ordine. È il loro primo metro di valutazione; se non sei in grado di tenere il luogo di produzione pulito e in ordine, come può il prodotto essere buono e valido? Attenzione, che questo vale anche per quei luoghi di produzione che per natura tendono a essere più sporchi di altri, come può essere la fonderia, la pulitura metalli e così via.

Punto numero otto:

ai tedeschi non piacciono le sorprese. Amano che tutto si svolga secondo i piani e quindi cerca di assecondare questo loro aspetto. Cerca di attenerti a quelli che sono gli accordi con il cliente, senza inventarti varianti fantasiose che in Germania non vengono apprezzate. Ad esempio se nell’accordo è definito un certo tipo di imballaggio, non cambiarlo solo perché un altro ti sembra migliore. Attieniti a quello che è definito nell’accordo.

 

 

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Esportare Germania

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  • Il Report “I 5 errori da non fare se vuoi vendere in Germania”
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  • Un report sullo stato del mercato in Italia
  • Il Report “La meccanica in Germania

 

 

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Francesco

 

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La Meccanica in Germania

L’unico metodo specializzato per la vendita della meccanica in Germania.

Quando svolgevo questo lavoro per altre società ho aiutato a esportare qualsiasi tipo di prodotto verso differenti mercati: Russia, Germania, Cina.

Durante le visite ai miei clienti mi sono reso conto che la maggior parte dei prodotti esportati verso la Germania appartenevano al settore meccanico. Stando a contatto tutto il giorno con queste persone mi sono appassionato al settore fino a diventarne un esperto.

Durante una partecipazione a una delle fiere più importanti a livello mondiale nel settore della meccanica, la EMO di Hannover, mi sono reso conto di essere probabilmente l’unico consulente italiano specializzato solo nella meccanica e solo sul mercato tedesco.

Al ritorno dalla fiera, durante il viaggio, ho deciso di chiudere ogni contratto di prodotti non appartenenti al settore della meccanica e di occuparmi esclusivamente di prodotti in questo settore.

Generalmente chi svolge la mia professione opera su diversi mercati ma soprattutto in diversi settori. Ma così facendo difficilmente riesci a crearti una specializzazione in un settore ben definito. Durante l’ultimo viaggio, come ti dicevo, ho deciso che Vendere in Germania si occuperà esclusivamente di aziende del settore della meccanica che vogliono vendere sul mercato tedesco.

Quindi, se non vuoi che il tuo prodotto finisca nelle mani di chi opera in diversi settori ma vuoi essere seguito da un professionista, che conosce perfettamente il tuo settore, con un team altamente formato e con una lista di contatti profilati, non esitare a richiedere il kit Vendere in Germania, cliccando sul link che trovi qui sotto. Ti aspetto dall’altra parte.

 

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Crisi in Germania
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Crisi in Germania?

Crisi in Germania? Io non credo!

Prosegue il mio viaggio di formazione e approfondimento della meccanica in Germania. Dopo la giornata di formazione di ieri passata presso l’accademia di meccanica e robotica oggi ho visitato un’azienda. Un’azienda nel settore dello stampaggio a freddo e delle lavorazioni meccaniche.

Si tratta di un’azienda piuttosto grande, anzi fa parte di un gruppo piuttosto grande, sono circa 1500 dipendenti ed erano alla ricerca di modi di produzione innovativi.

L’incontro è andato piuttosto bene e nonostante il periodo che si dice di crisi in Germania, queste aziende continuano a investire e ci sono ottime potenzialità che intraprenda un rapporto di collaborazione con un delle aziende italiane che sto seguendo.

È interessante capire anche quali sono le motivazioni che spingono queste aziende a cercare collaborazioni con altre aziende e in particolare con aziende italiane.

È importante capire quali sono i punti che interessano: quindi la professionalità, il rispetto dei tempi di consegna, il fatto di aver un service e un’assistenza in Germania, un partner che parli lingua tedesca e conosca il settore della meccanica.

 

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Test: sei pronto per vendere in Germania
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Test: sei pronto per vendere in Germania?

Se sei un imprenditore nel settore della meccanica, e vuoi iniziare a vendere in Germania, prima di buttare un sacco di soldi dalla finestra, verifica se la tua azienda ha le caratteristiche giuste.

Ecco un preziosissimo test fai da te, che ti permette di fare una prima analisi per valutare se la tua azienda è pronta per vendere sul mercato tedesco.

 

Vendere in Germania è il sogno neanche tanto segreto di quasi tutti gli imprenditori che operano nel settore della meccanica industriale.

 

I motivi sono sempre i soliti:

 

  • la Germania è uno dei mercati più ricchi al mondo

 

  • l’ampiezza della domanda: le necessità del mercato tedesco sono davvero molto ampie ed è più facile così trovare spazio per i propri prodotti.

 

  • i pagamenti: sono molto più veloci che in altri paesi e il sistema legislativo tedesco garantisce una maggior tutela del credito.

 

  • la Germania è riconosciuta nel mondo come il paese leader nella produzione di beni legati alla meccanica

 

  • il prestigio: poter affermare che vendi i tuoi prodotti in Germani ti riconosce una sorta di certificazione di qualità della tua azienda.

 

Se vuoi approfondire l’argomento su quali motivi ci sono per Vendere in Germania, puoi leggere il mio articolo “Esportare la meccanica in Germania: ecco i motivi”

 

Esportare la meccanica in Germania: ecco i motivi

 

 

 

A questi motivi aggiungerei che la Germania è il principale partner commerciale dell’Italia nel mondo.

 

Questo significa che la Germania è il paese al mondo a cui vendiamo più prodotti e con cui facciamo più affari.

 

Non solo: questo dimostra anche come i tedeschi, nonostante una lunga rivalità e uno storico rapporto di odio-amore con l’Italia, in realtà apprezzino moltissimo i nostri prodotti.

 

E non parlo della pasta e del vino (non solo), ma dei prodotti di qualità della meccanica italiana.

 

La Germania è di gran lunga il primo partner commerciale dell’Italia. Nel 2018 l’interscambio bilaterale ha raggiunto circa 128 miliardi di Euro (dato provvisorio), una cifra quasi pari alla somma degli interscambi dell’Italia con Francia e Spagna insieme. I rapporti sono intensissimi anche nel campo degli investimenti e delle integrazioni e collaborazioni industriali. Si stima che le imprese tedesche partecipate o controllate dall’Italia siano circa 2.100 e 1.800 le aziende in Italia a capitale tedesco.

 

Fonte Info – Mercati Esteri-  il sito della Farnesina.

Logo www.infomercatiesteri.it

http://www.infomercatiesteri.it/perchepaese.php?id_paesi=69#info_mercati_esteri_0

 

 

Visto così sembrerebbe quindi tutto molto facile:

 

Beh ma se i tedeschi hanno bisogno dei prodotti della meccanica italiana e gli italiani vogliono vendere i prodotti della meccanica in Germania, allora è tutto molto facile!

 

Qualunque imprenditore che ha un’azienda meccanica possono incominciare a vendere in Germania senza difficoltà.

 

 

ALT!!!

 

Purtroppo non funziona proprio così.

 

I presupposti sono veri. Quindi le possibilità di fare affari in Germania sono concrete e davvero interessanti.

 

Però non è così facile ed automatico.

 

Servono dei requisiti, sia come azienda che come prodotto.

 

Serve anche una strategia commerciale ben studiata e definita.

 

 

Vendere in Germania è un’attività che può davvero essere molto proficua per la tua azienda, ma se fatta nella maniera sbagliata ti può costare anche molto caro.

 

Prima di incominciare questa avventura, devi capire se il tuo prodotto è adatto ad essere venduto in Germania che possibilità di farlo con successo ci sono.

 

Altrimenti corri davvero il rischio di spendere tanti soldi, buttare tempo ed energie, senza avere i risultati sperati

 

E ciò che più è grave è non capire perché non hai avuto successo, perché così non puoi nemmeno correggere gli errori commessi

 

Ecco perché al fine di evitare questi dispendi di denaro nella fase preliminare di approccio al mercato tedesco, ho creato il DEI (Deutschlandexportindex) l’indicatore di esportabilità e vendibilità del tuo prodotto in Germania.

Il DEI permette di fare un’analisi preliminare delle possibilità di successo del tuo prodotto in Germania.

 

Se il risultato è negativo, è meglio fermarsi e cercare di capire se sia il caso di procedere con l’attività commerciale o se è invece meglio effettuare dei cambiamenti di strategia.

 

Anche il DEI però ha un costo, contenuto per la verità rispetto all’enorme quantità di denaro che ti può far risparmiare.

 

E poi arrivare alla consulenza del DEI non è così rapido e scontato.

 

Prima di rilasciare questa consulenza devi seguire una serie di procedure, aver letto e visto i materiali informativi.

 

Questo perché voglio essere sicuro che chi mi richiede una consulenza a pagamento per verificare l’esportabilità del suo prodotto, sia convinto e deciso della scelta di esportare in Germania.

 

Non voglio che butti i tuoi soldi se non sei convinto del passo che stai facendo, anche se si parla solo di qualche centinaia di euro.

Mi capita spesso però che imprenditori, dal blog, dalla pagina Facebook o altri social, mi chiedano molto direttamente come vendere in Germania i loro prodotti.

 

Quasi sempre fornendo informazioni molto scarne sulla loro attività.

 

Sottolineando che per fare un’analisi di questo tipo ci vuole del tempo e degli elementi concreti, mi sono comunque reso conto che c’è un’esigenza da parte di molti imprenditori di avere delle risposte sul tema.

 

La via corretta è quella di richiedere un’analisi seria e dettagliata ancora prima di iniziare l’attività commerciale sul mercato tedesco.

 

Però qui, per venirti incontro ti regalo degli elementi per eseguire da solo un’analisi preliminare e capire se sei pronto per vendere in Germania.

 

Un esito negativo non vuol dire che non puoi mai esportare in Germania, ma solo che alcuni aspetti della tua azienda e prodotto devono essere sistemati.

 

Se fatta questa analisi pensi di avere le carte in regola, poi ti consiglio di affidarti ad un professionista del settore.

 

I punti che ti elenco sono solo dei consigli basati sulla mia esperienza di quasi vent’anni sul mercato tedesco, NON sono leggi immutabili ed in qualche (raro) caso possono essere smentiti.

 

  • Fatturato e liquidità: se hai ancora un fatturato non elevato, forse ti conviene valutare, se prima di andare su mercati esteri, non sia il caso di crescere un po’. Conquistare nuovi mercati all’estero è costoso, se non hai le spalle larghe si può rivelare negativo.

 

Stessa cosa e anche più importante la liquidità: le attività necessarie costano e non puoi pensare di pagarle con i profitti che verranno. Devi avere un budget disponibile da investire nell’attività commerciale e di marketing.

In generale quindi anche se hai un’azienda che fattura sotto il milione/milione e mezzo di Euro, puoi riuscire ad esportare, ma fai molta attenzione ai costi e al budget.

 

  • Vita azienda: da quanto tempo esiste la tua azienda? E’ storica o è una start up?

Se è storica bene è sicuramente un pregio. Gli andamenti sono in crescita?  allora probabilmente sei nelle giuste condizioni per pensare di espanderti in Germania. Se sei in recessione è meglio essere prudenti ed analizzare a fondo i motivi

 

E’ una start up? non c’è niente che impedisca di vendere in Germania sin dall’inizio. Magari valuta prima attentamente se hai già fatto tutte le attività commerciali necessarie sul mercato italiano.

Anche in questo caso attenzione ai budget!

 

  • Esperienza su altri mercati: hai già venduto su altri mercati a parte l’Italia? Intendo in maniera non casuale.

Se così fosse, hai sicuramente qualche elemento in più per valutare di vendere in Germania.

 

Dipende anche da che mercati sono e come ci sei arrivato.

 

  • Cataloghi, sito web: hai cataloghi o un sito internet? Immagino di sì.

Sono già in tedesco? Come è la qualità del tuo materiale informativo?

 

Su questo punto, anche se non hai i requisiti, ci si può lavorare senza problema. Però devi sapere che ti servono, e sono il minimo indispensabile.

 

  • Personale commerciale o che parli tedesco

Se sei già strutturato con una figura commerciale all’interno della tua azienda è sicuramente un’ottima cosa.

 

Se non ce l’hai poco male, anche qui si può rimediare, esistono varie soluzioni oggi, più o meno valide.

 

Anche qui si può organizzare, ma comunque qualcosa devi fare.

 

  • Precisione nelle consegne: fai un’analisi di quanto e come rispetti i tempi di consegna.

Cerca di essere obiettivo.

Questo è un punto critico.

Se la tua struttura e organizzazione non ti permette di essere puntuale con le consegne, meglio che rimandi l’idea di vendere in Germania a quando sarai più pronto.

 

  

  • Pulizia dell’officina: sembra una cosa superficiale. Invece è un indicatore molto utile.

Anche qui cerca di essere obiettivo. E non dire “è un’officina mica può essere pulita”.

 

Se il risultato non è buono, potresti avere problemi a lavorare con i tedeschi.

 

  • Gestione delle offerte: quanto tempo ci impieghi a preparare un’offerta per un cliente?

Certo dipende dal prodotto, ma se ti serve più di una settimana (ad eccezione di casi molto complessi) anche in questo caso potresti avere problemi a lavorare in Germania.

 

  • Disponibilità a visitare i clienti: sei disposto a viaggiare e visitare le aziende clienti? Non sarà necessario sempre, però ogni tanto lo devi fare.

 

Se pensi di non muoverti mai dalla tua azienda diventa difficile.

A meno che non hai chi lo fa per te.

  • Stato di impianti e macchinari: da quando non rinnovi il parco macchine? Hai macchinari vecchi di vent’anni o recenti?

Sei hai macchine obsolete il problema potrebbe essere più serio. Come fai ad essere competitivo su un mercato tecnologicamente avanzato come quello tedesco con macchinari obsoleti?

 

Anche in questo potrebbe essere vero il contrario, ma in generale il principio si verifica spesso.

 

  • Vantaggio competitivo: collegato al punto precedente ti fare porre la domanda: cosa ha di più il mio prodotto? Quali sono i miei punti di forza? Dove posso “dire la mia”?

 

E’ un esercizio utile per rendersi conto se puoi essere competitivo.

 

Se dopo questo test pensi ancora di avere i requisiti per vendere i tuoi prodotti in Germania e vuoi un parere di base gratuito, clicca e compila il test on line.

 

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Nuova crisi alle porte Vendere in Germania
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Nuova crisi alle porte?

Ecco 4 buoni motivi per iniziare a vendere in Germania

Purtroppo sembra che un nuovo periodo di crisi sia alle porte.

 

L’economia sta frenando e la produzione industriale sembra rallentare.

 

Il settore dell’automotive è quello che forse soffre di più e quando soffre quel comparto, la conseguenza è che tutta l’economia va in difficoltà.

 

La cosa è aggravata dal fatto che il fenomeno è esteso un po’ ovunque, dagli USA alla Cina, dalla Europa alla Turchia.

 

Le cause che concorrono a creare questa situazione sono molteplici, la guerra doganale iniziata da Trump nei confronti della Cina, ma anche verso alcuni paesi europei, quali l’Italia.

 

Oppure la situazione di guerra in Turchia. La grande incertezza che sta creando nell’industria automobilistica, il momento di passaggio dalla combustione al motore elettrico.

 

In pratica non è in dubbio che questo accada, ma è in dubbio quando succederà.

 

La conseguenza è che le aziende del settore automobilistico hanno paura a fare investimenti perché devono prendere una decisione cruciale: se investire già tutto sul futuro elettrico e rinunciare così all’attuale ricchissimo mercato del diesel e benzina oppure puntare ancora per un po’ di anni sul motore tradizionale rischiando di rimanere indietro sul futuro mercato strategico del motore elettrico.

 

 

E’ quello che era successo anche a Marchionne nel 2018 che dopo aver annunciato l’addio al diesel per il 2022, ha qualche mese dopo cambiato idea.

 

Se vuoi approfondire quello che era successo, puoi leggere l’articolo su “investire oggi”:

 

https://www.investireoggi.it/motori/fiat-chrysler-fa-marcia-indietro-niente-piu-addio-al-diesel/

 

Fonte: Investire Oggi – “Fiat Chrysler fa marcia indietro, niente più addio al diesel” del 30 novembre 2018.

 

Si può dire che la crisi non è ancora scoppiata, ma ci sono dei bei campanelli d’allarme.

 

E quindi cosa fai?

 

In campo militare, per esempio, di solito nei momenti di crisi, si allertano tutti i sistemi di difesa ad uno stato di massima allerta.

 

In pratica si cerca di fare uno sforzo maggiore per contrastare e superare la situazione difficile.

 

Hai presente nei film USA (ma anche al telegiornale) quando parlano di stato di allerta alzato a DEFCON 5 ?

 

In pratica il DEFCON è una scala da 1 a 5 che indica quanto lo stato è pronto e allertato dal punto di vista della difesa militare.

 

DEFCON 0 significa che si è in tempo di pace, DEFCON 5 è lo stato di allerta più grande.

 

Alla fine fare impresa, se ci pensi, è una specie di guerra delle vendite.

 

Tu imprenditore combatti ogni giorno per vendere i tuoi prodotti ai clienti. Ci sono periodi più o meno buoni e periodi di crisi.

 

Il “nemico” è la concorrenza.

 

Se mi passi questo esempio, credo che l’imprenditore in tempo di crisi dovrebbe reagire con un DEFCON 5, ovvero dovrebbe aumentare gli sforzi nell’attività dell’azienda.

 

In varie direzioni, investimenti sui prodotti, innovazione e soprattutto sull’attività commerciale.

 

In effetti molto spesso questo è quello che succede.

Durante la crisi alcune aziende innovano e progettano nuovi prodotti.

 

Se vuoi puoi leggere per esempio il caso studio di un mio cliente produttore di macchine utensili, che pur essendo già leader in un settore con le sue macchine, ha progettato e costruito un nuovo tipo di macchina proprio per fronte ad un momento di crisi del mercato.

 

https://www.vendereingermania.it/2019/10/07/esportare-macchine-utensili-in-germania/

 

Altri invece reagiscono nella maniera opposta e di fronte alla crisi, tirano i remi in barca.

 

“Tanto c’è crisi e non si vende, è inutile che mi sbatto ancora di più. Aspettiamo che passi la crisi”

 

Aspettiamo che passi la crisi???

 

Purtroppo l’imprenditore che ragiona in questa maniera non ha davanti a se un grande futuro.

 

Si sa benissimo che durante le crisi alcune aziende purtroppo chiudono e qualcuna sopravvive.

 

Sai chi sono quelle che sopravvivono alla crisi? Quelle che investono, quelle che cercano soluzioni o mercati alternativi, quelle che hanno alzato il livello di guardia a DEFCON 5.

 

Non lo dico io, leggi cosa si dice in questo articolo del Sole24ore  .

 

“Una capacità di crescita strettamente connessa alla presenza sui mercati internazionali: solo il cluster definito ad internazionalizzazione spinta, infatti, è stato in grado nel periodo di aumentare congiuntamente numero di addetti e valore aggiunto. All’estremo opposto sono le aziende “conservatrici”, quelle meno innovative, meno internazionalizzate e con ridotte relazioni interaziendali: per loro, non a caso, si riducono sia il valore aggiunto che l’occupazione.”

 

Fonte sole24ore – “Spalle larghe ed export le vie della crescita”

https://st.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-05-20/spalle-larghe-ed-export-via-crescita-114523.shtml?uuid=ADevq0L

 

 

L’articolo è del 2016, ma è attualissimo perché fa riferimento alla recente crisi passata qualche anno fa.

 

La cosa è anche più interessante e rara, perché ci dà la possibilità di buttare un occhio al recente passato e capire chi e come ha superato la crisi.

 

E’ per questo motivo che trovo inutile e fazioso quando sento qualcuno dire, “ma cosa vai fare a vendere in Germania che c’è la crisi, nel settore della meccanica poi…”

 

Ecco perché nonostante il momento non favorevole il mercato della Germania continua ad essere il mercato di riferimento per le aziende italiane, soprattutto nel settore della meccanica industriale.

 

Motivo 1

 

Si parla di crisi del mercato tedesco, ma in realtà è prevista una crescita piuttosto bassa e non una recessione.

 

E’ bene chiarire che crescita bassa non vuol dire che le aziende hanno smesso di produrre, ma solo che la produzione non è cresciuta più dell’anno prima.

 

Ma le aziende lavorano e hanno bisogno di fornitori e quelli italiani sono determinanti soprattutto nel settore meccanico.

 

Inoltre se mi stai leggendo è molto probabile che la tua azienda sia una piccola media impresa, quindi è ragionevole pensare che la quota del mercato tedesco che ti interessa sia molto piccola rispetto al totale.

 

E’ normale.

 

Se ci pensi, come può incidere una riduzione anche di 2 punti sulla crescita dell’economia tedesca rispetto alle possibilità che tu trovi da vendere i tuoi prodotti?

 

Incidenza vicino allo ZERO.

 

Motivo 2

 

La Germania sta un po’ soffrendo. Questo soprattutto alla riduzione dell’export verso la Cina.

 

Ciò significa che anche la Cina è in difficoltà.

 

Negli USA parlano già di recessione. E così via.

 

Allora cosa fai non vendi più da nessuna parte e smetti di produrre?

 

E’ quello che dicevo prima.

 

Anche se c’è crisi non aspetti che passi, ma ti dai da fare.

 

Intensifichi i tuoi sforzi e scegli su che mercato andare

 

Motivo 3

 

Appunto, su che mercato ti conviene andare?

 

La Germania oltre ad essere storicamente il primo partner commerciale dell’Italia, ha parecchi altri vantaggi, per esempio:

 

  • Vicinanza geografica: un conto è vendere in Germania, parte della UE, un conto e molto più complicato per esempio esportare in Cina

 

  • Governo stabile: la Germania dal dopoguerra a oggi, grazie anche alla UE ha una stabilità e continuità nelle politiche economiche che non ha paragoni.

 

Pensa per esempio alle imprese (in questo caso soprattutto alimentari) che esportano negli USA. Con i dazi di Trump si trovano completamente fuori mercato.

In Germania questo non può succedere.

 

Tu lavori 2/3 anni per entrare in un mercato e poi di colpo ti trovi fuori, per colpa di un politico.

 

Pensa per esempio a chi esporta soprattutto in Turchia, tra le crisi e le guerre degli ultimi anni si è trovato sicuramente in gravissime difficoltà.

 

  • Forza economica: a parte qualche inevitabile flessione la Germania è sempre stata la “locomotiva d’Europa”. Questo non è un caso e non cambierà neanche adesso.

 

  • Meccanica: per il settore della meccanica industriale è sicuramente il mercato di riferimento mondiale frutto anche di competenze e strutture. E queste non spariscono per un anno o due di flessione economica.

 

Ma saranno le basi per la ripresa.

Sarà comunque più facile che riparta il mercato della meccanica tedesca che non quello di altri paesi.

 

 

Motivo 4

 

Lo stato di crisi di un mercato non può essere l’unico elemento che influisce sulla tua decisione su dove vendere i tuoi prodotti.

 

Devi pensare che per entrare in un nuovo mercato ti serve indicativamente un tempo compreso tra 1 o 2 anni a seconda del tuo prodotto.

 

Quindi se tu pensi di andare a vendere in un paese perché in quel periodo sta andando molto bene, devi però calcolare che i risultati li avrai in 1 o 2 anni.

 

E magari fra 1 o 2 la situazione non sarà più cosi florida come all’inizio.

 

Viceversa se vuoi entrare in un mercato e rinunci per il momento di crisi, devi pensare che comincerai ad avere risultati solo più avanti, magari proprio quando l’economia di quel Paese ricomincerà a volare.

 

A quel punto tu sarai già pronto e introdotto nel mercato anticipando i tuoi concorrenti.

 

Quindi anche se capisco che è contro-intuitivo, questo è probabilmente il momento migliore per iniziare ad avvicinarsi al mercato tedesco.

 

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A presto

 

Francesco

 

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Macchine Utensili in Germania
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Esportare Torni CNC in Germania

Caso studio: esportare in Germania i torni automatici CNC ad altissima precisione

Ecco come un’azienda produttrice di macchine utensili speciali è diventata in pochi anni un partner strategico per le più importanti aziende tedesche.

L’azienda di cui voglio parlarti (che per ragioni di riservatezza non posso nominare) produceva e vendeva già in tutto il mondo delle macchine utensili per il settore di nicchia delle valvole.

 

Il problema era che quella “nicchia” andava bene in passato, ma con gli obiettivi di espansione che l’azienda si era prefissati quel segmento di mercato non era più sufficiente a garantire un margine di crescita.

 

L’azienda quindi, utilizzando il know-how tecnologico che già aveva, ha sviluppato un nuovo prodotto rivolto ad un settore differente.

 

Una nuova macchina tornitrice CNC per per lavorazioni ad altissima precisione e con caratteristiche di grande flessibilità, indirizzata per lo più al settore dell’automotive.

 

L’Azienda ha quindi stabilito che l’obiettivo era quello di esportare le macchine nel mercato tedesco.

 

Il problema era rappresentato dal fatto che l’azienda era sì conosciuta sui mercati, ma in un altro settore e per un’altra tipologia di macchine utensili.

 

Questa condizione di partenza rendeva la sfida ancora più complicata, ma anche molto stimolante.

 

Si trattava non solo di esportare in un nuovo mercato, ma di farlo con un prodotto del tutto nuovo, in un settore mai esplorato!!!

 

 

 

La nuova macchina è un prodotto di altissima qualità, innovativa perché offre soluzioni diverse da quelle già presenti sul mercato.

 

Questo, pur essendo una cosa positiva, però comportava anche alcune difficoltà:

 

  • Il marchio era sconosciuto in Germania

 

  • L’azienda aveva venduto alcune macchine, ma mai nel nel settore automotive

 

  • La nuova tipologia di macchina era sì innovativa, ma per lo stesso motivo anche sconosciuta

 

  • E’ una macchina speciale, quindi non standard che viene personalizzata sulle esigenze del cliente.

 

  • Il costo è piuttosto elevato => non destinato a tutte le aziende, ma solo a poche selezionate imprese con ampia capacità di investimento.

 

Il primo passo è stato quello di individuare una serie di agenti/distributori tedeschi.

 

All’inizio l’interesse al prodotto da parte dei dealers o rivenditori era notevole.

 

Ben presto però l’entusiasmo è scemato quando si rendevano conto che vendere un prodotto di quel tipo non era come vendere una macchina standard a catalogo.

 

Richiede tempi molto più lunghi e competenze più importanti sia tecniche che commerciali.

 

Questo comporta anche un ritorno economico veramente a medio lungo termine.

 

La conseguenza è che quasi nessun agente aveva interesse a proporre questo prodotto. Quasi tutti preferivano proporre prodotti più semplici che si vendevano facilmente a catalogo e in tempi brevi.

 

In più molti ragionavano su un sistema di protezione territoriale.

 

In realtà questa logica territoriale non era adatta al raggiungimento del nostro obiettivo.

 

L’idea di avere una zona da “battere” e in cui proporre il prodotto funziona nel caso di prodotti standard e che sono rivolti a tutte le aziende.

 

La macchina sviluppata dal mio cliente invece, come detto, è fatta per un numero ristretto di aziende di grandi dimensioni.

 

Scartata quindi la prima soluzione di affidarci ai “soliti” agenti / rivenditori presenti sul mercato, abbiamo cominciato a definire il profilo della figura e della strategia che faceva al caso nostro.

 

Abbandonata l’idea dell’agente tradizionale, siamo arrivati alla conclusione che ci serviva qualcuno che avesse le caratteristiche e l’autorità per “introdurci” dalla porta principale in qualche grande azienda.

 

Un esperto del settore che avesse già avuto rapporti lavorativi e di fiducia con le figure chiave all’interno delle aziende chiave.

 

In pratica: se le grandi aziende non prestavano attenzione alla nostra proposta perché non conoscevano il nostro brand, forse avrebbe ascoltato il consiglio di una persona di cui si fidavano e dalla quale avevano negli anni acquistato macchinari di cui erano rimasti soddisfatti.

 

Così, i passi successivi sono stati i seguenti:

 

  • Cercare ed individuare professionisti, consulenti o agenti che avessero avuto già rapporti di fiducia con le figure chiave delle aziende a cui volevamo vendere

 

  • Contattare queste figure, spiegare il nostro progetto e cercare di coinvolgerle in qualcosa che era un po’ diverso dalle usanze del mercato, cioè lavorare con noi ma solo in funzione di “introdurci” in poche o addirittura solo una azienda dove dimostravano di contare qualcosa.

 

  • Convincere questi professionisti della bontà del nostro prodotto (come detto prima la qualità del prodotto è la condizione minima) e della bontà del nostro progetto commerciale per esportare.

 

  • Una volta convinti di questo poteva iniziare il lavoro commerciale vero e proprio.

 

 

La differenza rispetto al metodo iniziale è stata evidente fin da subito.

 

Un conto è dover contattare “dalla base” tutti le grandi aziende potenziali nostri clienti senza avere alcun riferimento, un altro è poter presentare il nostro prodotto ad una platea perfettamente a target e pronta ad ascoltarti su quello hai da proporre.

 

I risultati non hanno tardato ad arrivare. O meglio i tempi delle vendite per progetti di questo tipo molto costosi ed impegnativi tecnicamente rimangono sempre molto lunghi, ma comunque entro il / un tempo  regolare per una trattativa di questo tipo.

 

I risultati si sono visti velocemente nel senso che in poco tempo si sono aperti discussioni, progetti e richieste concrete.

 

In pochi anni l’azienda ha conquistato la fiducia di alcune aziende chiave in Germania (e non solo) che sono in grado di influenzare con le loro decisioni tutto il mercato produttivo tedesco.

 

Gli scenari che si sono aperti sono davvero positivi e al di là di ogni aspettativa dello stesso titolare dell’azienda.

 

Tutto questo grazie alla corretta strategia commerciale che abbiamo seguito.

 

La competenza dell’azienda e la qualità del prodotto hanno poi fatto il resto.

 

Se il prodotto, l’assistenza tecnica, il supporto dell’azienda fossero stati scadenti, qualsiasi strategia commerciale sarebbe comunque prima o poi naufragata.

 

E’ importante sottolineare che le nuove macchine prodotte dall’azienda hanno una qualità molto buona e offrono prestazioni molto performanti.

 

Il marketing e qualsiasi strategia commerciale non possono fare niente se offri un prodotto scadente. A lungo termine sei destinato a non avere successo.

 

In tutte le situazioni, in tutti i mercati dove esportare, do quasi per scontato che il prodotto sia buono e di qualità.

 

A meno che si punti alla fascia di mercato col prezzo più basso: in quel caso la qualità non eccelsa può essere accettabile.

Ma attenzione, solo le grandi multinazionali hanno la forza di sopravvivere in un mercato a basso prezzo (es. Ikea)

 

Se tu imprenditore con una piccola media impresa ti butti a fare la guerra dei prezzi, rischi davvero tanto.

 

E’ per questo che pongo molta attenzione a selezionare le aziende con cui collaborare.

 

Devono avere dei requisiti ben precisi per poter affrontare nuovi mercati e in particolare un mercato esigente come quello tedesco.

 

Primo fra tutti e imprescindibile, la qualità del prodotto.

 

Sempre per questo motivo, prima di iniziare una collaborazione procedo comunque con un’analisi dell’azienda per valutare se ha le carte in regola per avere successo.

 

E’ una garanzia anche per le aziende che devono iniziare a  collaborare con me.

 

Sempre meglio sapere prima se ci sono le condizioni per provare ad esportare i propri prodotti, perché in caso non ci siano i presupposti, rischi davvero di gettare un sacco di soldi dalla finestra senza risultati.

 

Ecco perché al fine di evitare questi dispendi di denaro nella fase preliminare di approccio al mercato tedesco, ho creato il DEI (Deutschlandexportindex) l’indicatore di esportabilità e vendibilità del tuo prodotto in Germania.

 

 

Il DEI permette di fare un’analisi preliminare delle possibilità di successo del tuo prodotto in Germania.

 

Se il risultato è negativo, è meglio fermarsi e cercare di capire se sia il caso di procedere con l’attività commerciale o se è invece meglio effettuare dei cambiamenti di strategia, prima di provare ad esportare i tuoi prodotti.

 

Se anche tu vuoi approfondire l’argomento e cominciare subito ad esportare i tuoi prodotti del settore della Meccanica, voglio spedirti il Kit  “Starter Kit per vendere in Germania” che ti permetterà di iniziare a contattare clienti in Germania.

 

Le Macchine Utensili in Germania

 

 

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  • Un report sullo stato del mercato in Italia.
  • Il Report “La meccanica in Germania”

 

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A presto

 

Francesco

 

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Le quattro regole per vendere in Germania
Articoli

Vendere la meccanica in Germania: 4 regole

Ecco le quattro regole basilari per vendere con successo la meccanica italiana in Germania.

 

Vendere la meccanica: se sei un imprenditore della meccanica strumentale (e del suo indotto) devi almeno prestare un occhio di riguardo al mercato tedesco.

 

Il motivo è semplice: la Germania è il principale partner commerciale dell’Italia, nonché primo mercato dove sono destinate le esportazioni italiane.

 

E tra queste la meccanica è la regina incontrastata.

 

Più del settore alimentare, più della moda.

 

Se vuoi approfondire, puoi leggere cosa dice Anima, l’organizzazione industriale di categoria che in seno a Confindustria rappresenta le aziende della meccanica.

 

“Germania, primo paese export per l’industria meccanica”

http://www.anima.it/comunicati-stampa/9/germania-primo-paese-export-l%E2%80%99industria-meccanica

 

La Germania è anche il paese che più di ogni altro al mondo ha bisogno della meccanica italiana.

 

Quindi:

 

 

  • Con nessun altro paese al mondo facciamo affari come con la Germania

 

  • La Germania è di gran lunga l’economia più ricca all’interno della UE.

 

  • In nessun altro paese al mondo vendiamo i nostri prodotti della meccanica più che in Germania

 

 

La conseguenza è che il mercato tedesco è il mercato dove quasi tutte le aziende del settore meccanico vogliono vendere.

 

 

E i numeri dicono che migliaia di aziende italiane riescono a farlo molto bene.

 

Però…c’è sempre un però!

 

A fronte di questi successi esiste anche un numero molto alto di aziende che non riescono a vendere in Germania.

 

Questi numeri sono più difficili da documentare, ma non per questo meno importanti.

 

 

Migliaia di imprenditori, attirati dai motivi di cui sopra, provano ad avventurarsi sul mercato tedesco.

 

 

Ma non sempre lo fanno nel modo giusto.

 

 

Provare a vendere la meccanica in Germania è una strategia intelligente e redditizia, ma la devi fare nel modo corretto.

Non ti puoi improvvisare, altrimenti rischi di farti male e perdere parecchi soldi e quote di mercato.

 

 

Il primo passaggio, se non hai già esperienza è quello di affidarsi a qualcuno che ti possa aiutare ad esportare i tuoi prodotti.

Il mercato offre varie soluzioni che vanno dall’assumere risorse interne all’azienda oppure risorse esterne o ancora appoggiarsi ad associazioni di categoria.

Ognuna di queste soluzioni può essere valida a seconda della tipologia di azienda, del prodotto e del momento storico dell’azienda.

 

E ovviamente dipende anche dalle capacità della risorsa individuata.

 

Se vuoi approfondire questo tema delle risorse a cui puoi rivolgerti, leggi il mio articolo:

“Cominciare a vendere all’estero”

 

https://www.vendereingermania.it/2018/12/07/cominciare-a-vendere-allestero/

 

La scelta è comunque difficile perché devi sempre trovare un equilibrio tra costi richiesti, competenze e budget che hai a disposizione.

E si tratta di una decisione veramente critica da cui dipende tutto il successo della tua politica di esportazione.

 

Sicuramente un’occhiata ai costi richiesti dalla risorsa prescelta è una cosa saggia e corretta.

 

Non devi però neanche fare l’errore opposto, ovvero di scegliere il profilo più economico per risparmiare soldi, ad esempio profili troppo giovani e senza esperienza o laureati in lingue che parlano un po’ di tedesco, ma che niente hanno ha che fare con un lavoro commerciale svolto in maniera professionale.

 

E’ giusto che anche queste figure facciano esperienza, ma non sulla tua pelle. Esistono altre situazioni in cui possono crescere professionalmente.

Affidarsi a figure a basso costo e con scarse competenze sarebbe quindi un errore gravissimo, con alta probabilità di insuccesso.

 

Il fallimento non si limita “solo” ai soldi buttati via per provare, ma ha le seguenti conseguenze che sembrano minori ma sono invece devastanti per la tua azienda:

 

  • Hai speso soldi senza risultati (e questo lo vedi da solo)

 

  • Hai fatto azioni, tipo fiere, viaggi, incontri, non preparati in maniera adeguata. è altri soldi buttatti senza risultati. Così i soldi spesi sono molto di più di quelli iniziali che pensavi

 

  • Hai sottratto tempo ed energie dal tuo lavoro. Altri costi non preventivati

 

  • Hai perso tempo sul mercato: mentre i tuoi concorrenti hanno già iniziato a vendere in Germania ed a rubarti quote di mercato, tu hai perso tempo provando in maniera inefficace e non avendo risultati. Hai dato un vantaggio temporale ai tuoi concorrenti.

 

  • L’approccio sbagliato sul mercato ti squalificano anche verso i potenziali clienti tedeschi che ti vedono come un’azienda che si muove in maniera poco professionale. Recuperare fiducia e stima è lungo e difficoltoso.

 

  • Nel caso (improbabile) di acquisizione ordini, avere in parte qualcuno che non ti consiglia in maniera corretta può essere pericoloso.

 

Per esempio tu lo sai che quando fai un’offerta per il mercato tedesco, devi quasi sempre considerare che il cliente si prende uno sconto “automatico” del 2% o 3% in caso di pagamento entro la settimana o i 15 giorni?

 

Se nessuno te lo dice e non hai mai lavorato in Germani è normale non saperlo. È chi ti assiste con l’export che ti deve avvisare.

Ma se questo profilo non ha esperienza e non ti informa, tu perdi il 3% dei tuoi profitti.

 

 

Come fai quindi a scegliere la risorsa giusto per vendere con successo in Germania?

 

Un elemento di valutazione molto valido può essere cercare di capire se ti propongono anche una strategia commerciale e di marketing valida o se invece è un semplice “proviamo a chiamare e vediamo che cosa succede”.

 

Proprio l’esistenza o meno di una strategia ed un piano di azione ben articolato può essere quindi un primo elemento per valutare la risorsa che ti deve guidare a vendere sul mercato tedesco.

 

Io per esempio ho ideato il Metodo Vendere in Germania dove ho condensato 15 anni di esperienza sul mercato tedesco di cui una buona parte nel settore della meccanica.

 

Nel metodo individuo, passo dopo passo, tutte le azioni e le strategie da mettere in atto con la tua azienda per far si che la tua azione in Germania risulti efficace e ti porti risultati in termini di vendite e di utili.

 

Ogni momento, ogni periodo dell’attività di export, ha necessità diverse: i primi mesi richiedono un tipo di lavoro diverso da quelli successivi. E vanno programmati.

 

Non si può lavorare a “braccio”.

Vendere in Germania è un processo scientifico e non ha nulla di creativo o di improvvisazione.

 

Le quattro regole per vendere in GermaniaSenti cosa dice Edoardo Ferrari titolare della Asso Srl, un’officina meccanica che produce componenti per l’edilizia in acciaio forgiato.

“Attraverso la collaborazione, abbiamo trovato nuovi clienti e ottimi risultati a livello economico.

In particolare in Germania, tutte le principali aziende nel settore dei componenti per l’edilizia, sono diventate nostri clienti.

Le cose che più sono state utili sono la professionalità, la disponibilità e il buon “tatticismo” commerciale”

 

Ogni settore ha poi le sue regole, alcune che valgono per tutti altre più specifiche.

Per esempio quando si lavora nel settore della meccanica in Germania, ci sono alcune regole base dalle quali non si può prescindere.

 

 

Sono regole di buon senso che si possono applicare, con i dovuti adattamenti, a tutti i settori, ma che per vendere la meccanica sul mercato tedesco diventano imprescindibili per vincere la diffidenza delle aziende tedesche.

 

Il presupposto senza il quale cadono tutti i ragionamenti è che dobbiamo offrire un prodotto di qualità e che rispetti le specifiche tecniche richieste.

Chiarito che senza questa base non si inizia nemmeno a discutere, ecco quali altri principi devono essere rispettati per vendere la meccanica in Germania.

 

  • Rispetta i tempi di consegna:

 

parto da questo che dovrebbe essere il più scontato, perché è in realtà uno dei meno rispettati e dei più importanti per i tedeschi.

 

Purtroppo e lo dico con grosso dispiacere, vedo aziende italiane che ancora danno troppo poco peso a questo aspetto e che pur di chiudere contratti promettono tempi di consegna che non possono rispettare.

 

E’ un errore gravissimo che ci può costare molto caro. Fa perdere la fiducia in noi del cliente tedesco che non si fida più. E se non si fida più, non lavora più con noi e non ci fa più ordini.

 

Nella meccanica quasi sempre, e nella subfornitura ancora di più, la consegna del nostro prodotto incide sui tempi e sulle catene di produzione dei nostri clienti.

 

Pensa a un componente meccanico lavorato che sarà parte di un meccanismo più complesso.

Oppure a uno stampo che in caso di ritardo blocca tutto il sistema produttivo di un’azienda. Lo stesso per una macchina utensile.

 

Il mancato rispetto dei tempi di consegna quindi ha delle conseguenze molto gravi per i nostri clienti tedeschi. Probabilmente rischiano di pagare anche delle penali per i ritardi e loro stessi perdono affidabilità agli occhi dei loro clienti.

 

Attenzione che delle penali potrebbero essere applicate anche a te in caso di ritardo nella consegna

Quindi, oltre a cercare di rispettare tali tempi, leggi attentamente le condizioni dei contratti che firmi.

 

 

  • Mantieni un comportamento sempre corretto:

 

che ci piaccia o meno, in Germania l’etica nel lavoro è più radicata che da noi. La “paura” del tedesco verso l’italiano è che quest’ultimo voglia fregarlo.

Perché? Perché in passato è successo spesso e quindi sono sospettosi. E’ normale anche se non è colpa tua e tu non hai fatto niente di scorretto.

 

Ma loro avranno spesso un’attenzione superiore alla media a non essere fregati. Fino a quando non avrai conquistato la loro fiducia.

Dando, come detto, per scontato che il tuo prodotto è di qualità e conforme, può capitare lavorando che si commetta qualche errore o capiti qualche imprevisto.

 

In casi del genere, se non puoi rimediare in tempo utile senza dirlo al cliente, non cercare di nasconderlo.

Prova a cercare una soluzione e condividi il problema  con il cliente tedesco.

 

Nella maggior parte dei casi lo apprezzerà e ti darà un’altra possibilità di lavorare con lui.

Al contrario se lo scopre da solo, tu hai chiuso e non lavorerai più con quell’azienda.

 

E ti posso assicurare che molto spesso lo scoprono.

 

 

  • Competenza tecnica:

 

se vuoi vendere la meccanica, l’interlocutore che parla, in tedesco, con il cliente in Germania, deve sapere almeno una minima base di competenza tecnica.

 

Deve sapere di cosa sta parlando: se ha venduto alimentari fino al giorno prima, difficilmente risulterà un interlocutore credibile per il cliente.

Non è necessario che sia un ingegnere.

 

Non serve che sia in grado di realizzare o costruire quello che vende, ma almeno che abbia un’idea di quelle che sono le più importanti nozioni tecniche del settore quello invece è importante.

 

Io stesso per esempio ho una formazione economico/scientifica in Economia e Commercio, ma avendo lavorato da più di vent’anni in settori di meccanica e metalli, ho acquisito delle competenze che mi aiutano quando devo sostenere trattative con aziende del settore.

 

Se non sa di cosa parla, squalifica anche la tua azienda nei confronti del cliente tedesco.

 

 

  • Officina sempre pulita e in ordine:

 

capita spesso, soprattutto nella meccanica, che prima di fare un ordine, o appena subito dopo, il cliente voglia venire a visitare la tua azienda.

 

E il cliente tedesco non fa eccezione.

E’ normale, vogliono vedere con chi iniziano a lavorare.

 

Ma soprattutto vogliono vedere la tua officina.

Vogliono vedere come sei organizzato, come produci quello che ti hanno ordinato o ti stanno per ordinare.

 

Che sia un Audit o una semplice visita.

Sicuramente oggetto del loro interesse sono i macchinari, impianti o altro che compongono il tuo reparto produttivo.

 

Ma anche come la tua officina è pulita ed in ordine.

Per i tedeschi questo ha un’importanza enorme che per la nostra cultura non è sempre cosi facile da comprendere.

 

Ho sentito spesso replicare i nostri imprenditori italiani, che tanto è un’officina, che è normale che sia sporca e che i clienti devono solo giudicare il prodotto che ricevono.

 

Però non funziona così.

La valutazione dello stato d’ordine e pulizia dell’officina è un indicatore che viene considerato decisivo sia in caso positivo che negativo.

 

La questione che i tedeschi pongono è: come puoi pensare di gestire bene e correttamente i miei ordini, se non sai gestire la tua officina.

Questo li mette anche in uno stato di stress e pre-allarme che li spinge a controllare anche il dettaglio più insignificante, tralasciato in condizioni diverse.

 

 

A questo aggiungi che un’officina pulita e in ordine è un posto di lavoro più salubre e più produttivo anche per le persone che ci lavorano dentro, con vantaggi in termini di produttività e riduzione degli errori.

 

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A presto

 

Francesco

 

vendereingermania.it

 

 

 

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Vendere la Carpenteria in Germania
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Vendere la Carpenteria in Germania

Ecco come vendere in Germania particolari di Carpenteria Saldata Pesanti ed avere successo.

 

Vendere la carpenteria in Germania ovvero vendere la realizzazione di strutture saldate a disegno, quindi un’attività tipicamente conto terzi,  può sembrare a prima vista un compito difficile, quasi irrealizzabile.

 

Se poi ci aggiungi le dimensioni (grandi) e il peso (elevato) sembra proprio una mission impossible.

 

In effetti sono numerosi i casi di chi provando a vendere in Germania i prodotti di carpenteria pesante ha fallito.

 

Come mai molti non riescono a vendere in Germania i loro prodotti?

 

Eppure il fabbisogno di particolari di questo tipo però, specialmente in Germania, è molto alto.

 

I buyer di riferimento guardano con interesse alle imprese italiane che operano in questo settore, reputandole dei potenziali fornitori e riconoscendo la qualità e il know how che da sempre contraddistingue la produzione italiana nel settore della meccanica.

 

Ma nonostante un quadro piuttosto favorevole riuscire ad avere successo sul mercato tedesco per una carpenteria pesante non è così scontato.

 

Anzi!

 

Come aggredire dunque  questo mercato potenzialmente molto favorevole?

 

E che la Germania sia un mercato favorevole per la meccanica italiana non lo dico io.

Leggi cosa si dice in un articolo di  ANIMA Confindustria Meccanica varia e affine, l’organizzazione industriale di categoria che in seno a Confindustria rappresenta le aziende della meccanica:

 

“I primi Paesi export del mercato europeo mostrano andamenti positivi: al primo posto si conferma la Germania, la cui domanda di tecnologie italiane è in crescita (+4% rispetto al 2017) per un totale di circa 1,4 miliardi di euro.”

 

Fonte Anima :  “14,5 miliardi di euro di meccanica italiana nel mondo nei primi sei mesi del 2018”

 

 

Una prima soluzione offerta dal mercato è quella di avvalersi di agenti sul territorio.

Già la figura dell’agente è un profilo molto difficile da trovare e gestire in modo efficace così da avere risultati.

 

Per questo tipo di produzione poi risulta oltremodo impegnativo, visto che ogni commessa è a sé stante e non si tratta di un prodotto standard.

 

Inoltre sono molto pochi gli agenti che operano in questo settore e la ricerca può diventare molto lunga e infruttuosa.

 

Se vuoi leggere di più su quali possibili offerte ci sono sul mercato per vendere in Germania, leggi questo articolo

 

 

https://www.vendereingermania.it/2018/12/07/cominciare-a-vendere-allestero/

 

 

Oppure ti puoi rivolgere alle associazioni di categoria, le quali molto spesso però offrono solo una fase di appoggio iniziale.

 

Per esempio trovano i nomi e magari anche i contatti di potenziali clienti ma poi devi gestirli tu i rapporti con i clienti.

 

E se non hai in azienda una figura professionale che parla tedesco diventa un problema.

 

Attenzione non sto parlando dell’impiegata che fa back office e parla tedesco.

 

Non ho niente contro di lei, anzi sei già a buon punto che qualcuno parla tedesco.

 

Però non è il commerciale professionale che ti serve.

Quello è un’altra cosa.

 

Negli ultimi anni si è sviluppata moltissimo la figura dei cosiddetti Temporary Export Manager, un servizio che offre supporto commerciale professionale alle aziende che non possono o vogliono assumere un export manager professionale

 

Anche in questo caso però bisogna fare molta attenzione con chi si sceglie di collaborare e al tipo di esperienza che ha.

 

Non tutti hanno l’esperienza commerciale che millantano, ma soprattutto non tutti hanno l’esperienza nel settore della meccanica in Germania né tantomeno esperienza specifica nel settore delle carpenterie.

 

Ti dico qualche elemento preziosissimo da sapere assolutamente che ho appreso grazie alla mia esperienza a vendere in Germania per aziende del settore:

 

  • in Germania ci sono pochissime carpenterie e costano molto. Per questo motivo i costi di trasporto dall’Italia anche fino al nord della Germania sono giustificati. Questo significa che le aziende tedesche fanno fatica a trovare dei fornitori!  E quindi che il mercato tedesco è oro per le carpenterie di un certo tipo.

 

  • I settori in cui vanno più le strutture di carpenteria saldata sono le macchine utensili, gli impianti, le presse, riduttori.

 

  • La Certificazione richiesta e considerata molto importante è la ISO 9001. Anche la 3834 per la saldatura è sempre più un requisito rilevante.

 

  • Nell’80% dei casi chiedono il pezzo finito e quindi bisogna fare internamente oppure avere dei partner che ti aiutino per l’interno ciclo.

 

  • Il ciclo parte con ossitaglio delle lamiere, saldatura, in molti casi viene fatta la distensione in forno, poi sabbiatura, lavorazioni meccaniche, primer e certi vogliono anche la verniciatura finale.

 

Se non hai almeno la conoscenza di questi elementi di base come fai a trovare clienti e vendere i tuoi prodotti sul mercato tedesco?

 

Un altro elemento fondamentale che devi sapere per vendere la carpenteria in Germania è l’importanza di rispettare i tempi di consegna.

 

Questo in realtà vale in generale per tutti i settori della meccanica in Germania.

Ma nel settore della carpenteria saldata ha un’importanza ancora più decisiva e strategica.

 

Senti cosa mi è successo con una carpenteria italiana con cui collaboravo e di cui non posso dire il nome per ovvie ragioni di riservatezza.

 

L’azienda italiana aveva preso, grazie a me, una commessa importante da parte di un cliente tedesco, ma aveva sottostimato quanto per loro fosse importante la data di consegna.

Questo purtroppo capita perché è abituata a lavorare con gli italiani che sono abituati ai ritardi.

Ci soffro e mi fa rabbia dirlo, ma purtroppo è la verità. Per molte aziende italiane il rispetto dei tempi di consegna è un optional.

 

Per l’azienda committente però il danno sarebbe stato molto più grande.

Infatti non si sarebbe limitato a spostare di qualche giorno l’arrivo delle strutture, perché avevano già pianificato il lavoro dei loro operati per il montaggio dei particolari all’interno della macchina utensile.

 

Un ritardo da parte nostra, quindi comportava il dover riorganizzare tutti i turni da parte loro con conseguente ritardo anche da parte loro nel consegnare la macchina al cliente finale.

 

In questo caso avrebbero dovuto pagare una penale e questo avrebbe ricadute anche sulla carpenteria.

 

Capire le logiche che stanno dietro all’azienda committente è fondamentale per riuscire a soddisfare il cliente.

 

Se sai queste problematiche e le conseguenze puoi intraprendere azioni ed organizzarti in modo da evitarlo.

 

E fortunatamente così abbiamo fatto.

 

In caso contrario avremmo perso un cliente regolare e cosa più grave avremmo dovuto a nostra volta pagare delle penali molto salate.

Al contrario avendo recuperato in corsa, l’azienda tedesca ha apprezzato il nostro sforzo e ha capito che eravamo un fornitore affidabile e in grado di lavorare con la Germania.

 

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A presto

 

Francesco

 

vendereingermania.it

 

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Esportare la meccanica in Germania: ecco i motivi
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Esportare la meccanica in Germania: ecco i motivi

Quale altro imprenditore della “metalmeccanica” vuol scoprire in modo semplice e sicuro se il suo prodotto può essere venduto in Germania?

Nella sola “Lombardia – che è la regione italiana col numero più elevato di aziende del comparto metalmeccanico, sono 44 mila le unità locali, seguite da Veneto (20 mila) ed Emilia Romagna (19 mila) “

 

Fonte : Italia Meccatronica

 

http://www.italiameccatronica.it/le-aziende-e-le-persone/il-comparto-in-lombardia/

 

Secondo Federmeccanica l’incidenza del valore aggiunto metalmeccanico nell’industria manifatturiera italiana nel 2017 è pari ben al 47%!!!

 

Possiamo dire che l’Italia va avanti grazie a questo settore dell’industria.

 

Una buona parte di queste aziende lavorano già sui mercati esteri e in Germania.

 

Rimane tuttavia una parte consistente di piccole e medie imprese che invece non sono mai riuscite (o non ci hanno mai provato) ad esportare la meccanica in Germania.

 

Chi tra questi imprenditori non vorrebbe vendere i suoi prodotti in Germania?

 

La Germania è giustamente vista un po’ come la Mecca della meccanica.

 

In tutto il mondo i prodotti della meccanica tedesca sono visti come il top.

 

Non importa, se poi sono fatti per buona parte anche in Italia.

 

La percezione che c’è nel mondo è questa.

 

E questa percezione determina anche i fatturati che le aziende tedesche fanno nel mondo.

 

E’ quindi abbastanza chiaro perché riuscire ad esportare la meccanica in Germania sia per un titolare di una ditta del settore metalmeccanico, una prospettiva molto allettante.

In particolare nel settore automobilistico.

 

Ecco alcuni degli aspetti che rendono il mercato tedesco così interessante per le nostre aziende metalmeccaniche

 

  • Mercato ricco
  • Varietà della Domanda
  • Ottimi pagamenti
  • Prestigio

 

 

Mercato ricco:

l’economia tedesca è risaputo è una delle più forti al mondo e gran parte del merito va dato alla sa industria meccanica.

Non è un segreto per nessuno, per esempio, come i prodotti del settore automobilistico tedesco siano in grado di influenzare i mercati di tutto il mondo.

 

Mercedes, Audi, BMW, Volkswagen, Skoda, Porsche, Opel: quale altro paese può vantare una simile produzione di automobili?

 

E si sa il settore automotive è uno di quelli che decide l’andamento dell’economia mondiale.

 

Non vorresti anche tu fornire i tuoi prodotti a queste aziende?

 

A questo proposito, visto che capita ancora che imprenditori mi dicano che un’altra azienda vende direttamente alle grosse case automobilistiche, vorrei chiarire una volta per tutte questa specie di leggenda:

 

succede di frequente di sentire che un imprenditore dichiari “io vendo i miei prodotti anche alla Mercedes o a un’altra di queste grosse aziende”

 

Non è vero! Non c’è quasi nessuno di questi piccoli imprenditori (né italiani, né tedeschi) che vende direttamente a gruppi come questi.

 

Queste multinazionali si appoggiano sempre a ditte esterne che selezionano i fornitori tra grandi gruppi industriali i quali a loro volta si posso rivolgere a queste aziende.

 

Quindi anche una di queste piccole medie imprese produce poi un articolo con stampato un marchio per la BMW e l’AUDI non vuol dire che lavora con AUDI.

 

Questo per chiarezza. Perché quando devi definire delle strategie commerciali poi, è bene sapere a chi si vuole vendere.

 

Se speri di poter contattare e vendere direttamente alla Volkswagen, probabilmente devi dire al tuo commerciale o a chi ti ha consigliato, di rivedere la sua strategia.

 

La buona notizia è che puoi vendere i tuoi prodotti anche nel settore automotive, anche se magari non direttamente a queste case.

 

Ma questo è anche meglio, perché confrontarsi con questi colossi non è mai un’impresa agevole per le PMI.

 

Tentano sempre di sopraffarti e di importi le loro regole.

 

 

Varietà della domanda:

 

sicuramente dal settore automobilistico, ma anche valvolame, idraulica, pneumatica, la domanda che arriva dal mercato della meccanica tedesca è talmente vario come probabilmente in nessun altro mercato al mondo e sicuramente esistono aziende che hanno bisogno anche del tuo prodotto.

 

Senti cosa dice Anima ( Federmeccanica) “…la Germania è anche il paese che più di tutti gli altri paesi del mondo ha bisogno della meccanica italiana.”

 

 

http://www.anima.it/comunicati-stampa/9/germania-primo-paese-export-l%E2%80%99industria-meccanica

 

Fonte: “Germania, primo paese export per l’industria meccanica”

 

Ottimi pagamenti:

 

Quando si parla di ottimi pagamenti ai nostri giorni, si fa riferimento ai termini di pagamento che sono molto più brevi che Italia e con un livello di tutela del creditore superiore a quello che garantisce la legislazione italiana.

 

In pratica, nella maggior parte dei casi si parla di pagamenti a 30 gg.  Su questa scadenza molte aziende tedesche hanno l’abitudine di prendersi un sconto del 2% o 3% se anticipano il pagamento per esempio entro la settimana.

 

E’ una pratica che può non piacere, però basta saperlo in anticipo quando fai l’offerta e calcolare questi sconti.  D’altro canto questo ti permette di incassare in tempi molto brevi e di avere quindi flussi di cassa da investire in tempi ristretti.

 

In caso di problemi di incasso, se hai fornito materiale conforme e se durante la trattativa hai preparato tutti documenti (offerte, conferme d’ordine, etc) in maniera corretta, le tue possibilità di recupero credito sono molto alte. E anche in tempi ragionevoli.

 

Buoni pagamenti non è invece da intendersi riferita ai prezzi alti.

 

La situazione non è più come al tempo della Lira. La moneta italiana tramite la svalutazione, metteva le aziende italiane in una posizione di grande competitività per i prezzi.

 

Allora si poteva vendere veramente a prezzi più alti che in Italia.

 

Oggi questo vantaggio dato dalla valuta non esiste più.

 

E gli uffici acquisti tedeschi sono molto competenti.

 

Quindi non puoi pensare di chiedere il 20-30% in più di quello che succederebbe in Italia.

 

Lo dico perché mi è capitato spesso lavorando con aziende italiane, facevo un’offerta a clienti tedeschi ed il prezzo era sempre troppo alto.

 

Indagando bene, ho scoperto che la ditta italiana faceva prezzi di media 30% più alti pensando che tanto che in Germania pagano di più.

 

Adesso non funziona più così.

 

Non dico che non puoi strappare buoni prezzi.

 

I tedeschi sono disposti a pagare bene, ma fronte di prodotti che per qualità, servizio, innovazione e competenza valgano il prezzo.

 

Se vuoi saperne di più puoi leggere il mio articolo riguardo ai pagamenti in Germania:

 

https://www.vendereingermania.it/2017/07/21/come-sono-i-pagamenti-in-germania/

 

 

Prestigio:

 

non è un dato facilmente misurabile, ma ha sicuramente un peso nella mente dell’imprenditore metalmeccanico.

 

Riuscire a vendere in Germania è quasi una specie di riconoscimento alla validità del tuo lavoro e del tuo prodotto.

 

Ed è corretto: infatti se da un lato possiamo imputare ai tedeschi la famosa “mancanza di elasticità”, dall’altro bisogna riconoscergli la precisione e il rispetto delle procedure.

 

La conseguenza è che se un prodotto meccanico o un’azienda vengono riconosciuti validi dal mercato tedesco, significa molto probabilmente che lo sono davvero.

 

Dire che vendi il tuo prodotto della meccanica in Germania ha quasi l’effetto di una certificazione che hai un modo serio e valido di lavorare.

 

Prima di beneficiare di questi aspetti e buttarti a capofitto nell’avventura di cercare clienti in Germania,ti consiglio però di  capire quanto il TUO prodotto è adatto ad essere venduto in Germania e quante possibilità di successo può avere.

 

Altrimenti corri il rischio di buttar via tempo e denaro di senza avere i risultati sperati.

 

La cosa peggiore è che se non sai perché non hai avuto successo, non potrai neanche correggere gli errori commessi

 

Ecco perché al fine di evitare questi dispendi di denaro nella fase preliminare di approccio al mercato tedesco, ho creato il DEI (Deutschlandexportindex) l’indicatore di esportabilità e vendibilità del tuo prodotto in Germania.

 

 

Il DEI permette di fare un’analisi preliminare delle possibilità di successo del tuo prodotto in Germania.

 

Se il risultato è negativo, è meglio fermarsi e cercare di capire se sia il caso di procedere con l’attività commerciale o se è invece meglio effettuare dei cambiamenti di strategia.

 

Se anche tu vuoi approfondire l’argomento e cominciare subito ad esportare la meccanica in Germania, voglio spedirti il Kit “Starter Kit per vendere in Germania” che ti permetterà di iniziare a contattare clienti in Germania.

 

 

 

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  • Tutti i documenti in tedesco necessari per vendere in Germania. Ti basterà “riempire gli spazi vuoti” del modello di lettera che trovi nel pacco
  • La chiavetta USB con i file dei documenti di cui sopra
  • Il Report “I 5 errori da non fare se vuoi vendere in Germania”
  • Il caso studio “I fiori di cristallo”
  • “I 5 miti da sfatare sulla vendita in Germania”
  • Un report sullo stato del mercato in Italia.
  • Il Report “La meccanica in Germania”

 

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A presto

 

Francesco

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Esportare la Meccanica in Germania
Articoli

Esportare la Meccanica

Ecco le 5 regole magiche da seguire per esportare la Meccanica italiana in Germania e far volare i profitti della tua azienda

Si lo ammetto ho esagerato, in effetti non c’è proprio niente di magico nel sistema per esportare la meccanica italiana in Germania.

 

 

Per capirlo basta leggere cosa dice Anima ( Federmeccanica) “…la Germania è anche il paese che più di tutti gli altri paesi del mondo ha bisogno della meccanica italiana.”

http://www.anima.it/comunicati-stampa/9/germania-primo-paese-export-l%E2%80%99industria-meccanica

 

Fonte Anima: “Germania, primo paese export per l’industria meccanica”

 

Questa frase riassume da solo il concetto principale: la Germania è il principale mercato per l’Italia ed in particolare per il settore della meccanica.

 

Questo vuol dire che non servono miracoli o numeri di magia per poter esportare la meccanica in Germania.

 

Possiamo dire che” La Germania e l’Italia sono partner commerciali intrecciati da indissolubili fili. I settori della partnership commerciale dei due Paesi sono molto estesi.”

“E così quando l’economia tedesca rallenta, quella italiana segue. L’andamento del Pil del terzo trimestre 2018 ne è la conferma: -0,2% quello tedesco e 0% quello italiano. Per questo, Italia e Germania parlano la stessa lingua, hanno le stesse aspirazioni e si confrontano con gli stessi problemi soprattutto quando si tratta di economia, industria, imprenditorialità. Il mercato del lavoro tedesco va considerato come un’estensione del mercato del lavoro italiano: perché una grande fetta dei posti di lavoro in Italia dipende dallo stato di salute delle imprese tedesche.”

 

Esportare la Meccanica in Germania: 5 regole

 

 

Fonte: Il Sole 24ore

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-11-16/perche-quando-cala-pil-germania-cala-anche-pil-italia-185907.shtml?uuid=AEXr4TiG&fromSearch

 

Quindi esportare la meccanica in Germania non è un’operazione impossibile.

 

Se sei un imprenditore del settore metalmeccanico, esportare in Germania è un’attività quasi obbligata per la tua azienda, se non vuoi rimanere indietro rispetto ai tuoi concorrenti.

 

Per farlo però ti devi preparare e saper muovere in maniera corretta.

 

Se ti avvicini per la prima volta al mercato tedesco e non parli tedesco devi sicuramente farti aiutare da qualcuno.

 

Esistono varie possibilità e diverse figure professionali sul mercato.

 

Se ti interessa approfondire questo tema, puoi leggere il mio articolo “Esportare la Meccanica in Germania” dove sono elencate in maniera dettagliata le possibilità che trovi sul mercato.

 

 

Esportare la meccanica in Germania

 

 

Indipendentemente da chi sceglierai di farti aiutare, esistono poi delle regole o delle caratteristiche che le aziende devono avere per esportare la meccanica in Germania.

 

Stiamo parlando in questo articolo di piccole medie imprese. E’ evidente che la grande azienda strutturata e con tutti i budget e le risorse disponibili non ha bisogno di guardare a questo elenco.

“Infatti sebbene la parte del leone coi numeri la fanno le grandi imprese, ci sono comunque migliaia di piccole medie imprese che messe insieme rappresentano addirittura il 54,40 % delle merci esportate all’interno dell’Unione Europea.”

 

Fonte Sole24Ore: “Quanto valgono le piccole e medie imprese? Quanto esportano in Italia e in Europa?

https://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/12/04/quanto-valgono-le-piccole-e-medie-imprese-quanto-esportano-in-italia-e-in-europa-pmi-export-confindustria/

 

Sembra banale, ma la prima cosa da tenere a mente è come ci si presenta alle aziende tedesche.

 

Lo stereotipo, per cui i tedeschi tengono alla precisione e in parte siano sospettosi verso gli italiani, è in parte corretto.

 

Il fatto che sia giusto o meno, che ci faccia piacere o meno, deve essere per noi assolutamente irrilevante e il motivo per cui esiste questo stereotipo non è tema di questo articolo.

 

Qui dobbiamo capire e ragionare su come esportare un prodotto dell’industria meccanica italiana in Germania.

 

Quindi usiamo questa informazione e comportiamoci di conseguenza.

 

Cerchiamo di dare alla nostra azienda un’immagine credibile ed affidabile

 1) Il minimo sindacale è avere una serie di strumenti informativi, anche classici, come cataloghi, brochure, sito internet.

 

E’ vero che non vendi solo perché hai un catalogo, ma se contatti qualcuno per presentare la tua azienda e non hai niente da mostrare sulla tua azienda e sui tuoi prodotti come pensi possa reagire in cliente?

 

2) Tutte le informazioni, comunicazioni e documenti devono essere in lingua tedesca.

 

Sento spesso dire che per vendere in Germania basta parlare inglese, che “tanto lo parlano in tanti”.

 

Ora, è vero che in Germania l’inglese è parlato più che in Italia, ma questo non significa che lo parlino tutti.

 

Inoltre qui stiamo parlando del settore della meccanica.

A differenza di altri settori, tipo moda e alimentare dove forse i mega dirigenti parlano bene anche l’inglese, qui siamo in contatto con persone che hanno la loro grande capacità nella tecnica meccanica e non nelle lingue.

 

Se parli con un responsabile della produzione, dell’officina, della manutenzione delle macchine utensili o responsabile della qualità della produzione, questo sarà molto più a suo agio col calibro o con le tolleranze che non con l’inglese.

 

E parlare in tedesco di queste cose lo metterà molto più a suo agio che non doversi spiegare in inglese.

 

A parità di offerta con un tuo concorrente che parla e dà tutte le comunicazioni in tedesco, chi credi che il cliente sceglierà se tu parli solo inglese?

 

3) Precisione

 

Abbiamo detto che i tedeschi tengono molto alla precisione.

 

Questo è vero in generale, ma nel settore della meccanica questo concetto diventa una vera e propria regola.

 

E’ normale che in meccanica la precisione sia un concetto molto importante. Unita al valore che gli danno i tedeschi diventa uno dei temi più rilevanti, molto più che in altri settori.

 

Se nel settore alimentare in qualche caso possono chiudere un occhio grazie alla bontà del prodotto, nel settore metalmeccanico questo non avverrà mai.

 

Quindi se vuoi lavorare in Germania, devi fare il possibile per alzare i tuoi standard di precisione.

 

Sono sicuro che già terrai questo aspetto molto in conto nella tua produzione, ma non devi mai abbassare la guardia.

 

Questo vale per tutto quello che riguarda i rapporti con il cliente.

 

Per esempio non basta che il pezzo rispetti le tolleranze del disegno, ma anche l’offerta dovrà essere fatta in maniera corretta e contenere tutte le informazioni necessarie per legge e per il cliente. E queste informazioni devono essere precise. Se dici consegna a una data, deve poi essere consegnata in quella data.

 

I tempi di consegna sono così importanti che meritano uno sviluppo del tema separato.

 

 

Così come l’offerta, anche tutti gli altri documenti relativi ad un rapporto di lavoro, quali possono essere la conferma d’ordine, i certificati dei materiali, la tracciatura dei lotti e cosi via, devono rispettare il criterio della precisione.

 

4) Tempi di consegna

 

Non è una novità, i tempi di consegna sono sempre più cruciali all’interno di un processo industriale nel settore metalmeccanico.

 

Spesso a parità di prezzo o qualità determinano il successo o meno di una trattativa.

 

Questo fatto si è acuito ancora di più negli ultimi anni dove nella produzione industriale è quasi scomparso la possibilità di programmare.

 

I termini “ordini a programma” tanto cari agli imprenditori che devono produrre qualcosa, è ormai una rarità.

 

L’imprenditore lo amava perché dava la possibilità di organizzare la produzione e massimizzare i vantaggi.

 

Oggi questo scenario è scomparso quasi del tutto, soprattutto per le piccole medie imprese che non hanno la forza contrattuale di imporre le loro condizioni.

 

Oggi devi saper produrre in maniera flessibile, pronto a reagire alle richieste anche improvvise dei clienti.

 

Quindi le aziende si sono dovute organizzare diversamente, facendo magazzino dove possibile.

 

Ma spesso questa richiesta di flessibilità non ti dà neanche la possibilità fare scorte e quindi devi pensare a un nuovo modo di produrre.

 

Questo comporta che il “tempo di consegna” non è più solo una condizione indicativa, ma deve essere il più rapido possibile ed assolutamente preciso.

 

Il primo dubbio che i clienti tedeschi esprimono sulle aziende italiane, quando parlo con loro, è proprio che spesso i tempi di consegna indicati non vengono rispettati, causandogli poi grandi problemi.

 

Va bene fare di tutto per prendere un ordine, ma non puoi promettere un termine per la consegna se non sei sicuro di rispettarlo.

 

Se hai un dubbio, piuttosto verificalo o parlane al cliente.

 

Rischi di perdere l’ordine? Può darsi ma è probabile che alla prossima occasione il cliente tedesco, avendo apprezzato la tua sincerità e correttezza, ti dia un’altra possibilità.

 

Se invece prendi l’ordine, ma non rispetti le consegne, rischi di perdere il cliente. PER SEMPRE!

 

Sempre che non siano previste poi delle penali per la ritardata consegna, cosa questa molto comune in Germania.

 

 

Nella meccanica poi i tempi di consegna sono ancora più importanti che in altri settori.

 

Basta pensare che praticamente ogni componente che viene prodotto è poi insieme ad altri componenti una parte di un altro prodotto. Se anche manca o ritarda un componente solo, provoca ritardi e danni su tutto il prodotto.

 

Per esempio il freno in un’automobile è composto da vari componenti che poi assemblati vanno a formare il freno che poi a sua volta sarà montato sulla macchina.

 

Se manca anche solo il pistone del freno, non si può assemblare il freno, il quale poi non può essere montato sulla macchina.

 

Con conseguenti, problemi, ritardi, danni e penali da pagare.

 

Quindi fai molta attenzione a rispettare i termini indicati nel contratto.

 

5) Officina in ordine

 

E’ molto probabile che il cliente tedesco voglia venire a visitare la tua azienda.

 

Potrebbe essere prima di iniziare a lavorare o anche a rapporto in corso.

 

I tedeschi, ma non solo loro, vogliono rendersi conto di come è organizzata l’azienda con cui lavorano.

 

E’ quindi normale una visita alla tua azienda e parlando di metalmeccanica è normale che la prima cosa che vogliono vedere è l’officina.

 

L’officina DEVE essere Pulita e in Ordine!

 

Un’officina in disordine, sporca per esempio di olio e trucioli non è un buon biglietto da visita.

 

Il ragionamento che fanno è “Come puoi tu fornitore essere preciso e organizzato nella produzione, quando non sei neanche in grado di mantenere in ordine il posto dove produci?”

 

Sembra una cosa banale, ma è invece di grande importanza.

 

Il cliente tedesco se vede un’officina in perfetto ordine si tranquillizza e si rilassa.

 

Abbassa un attimo la guardia e osserva gli altri dettagli in maniera più morbida.

 

Se invece appena mette piede in azienda, trova un’officina sporca e in disordine, si mette subito in stato di allarme e diventa sospettoso e quando controllerà gli altri dettagli sarà più puntiglioso e starà attento a tutto.

 

Esportare la Meccanica in GermaniaChiedi a Zamboni Giovanni della ditta Zamboni Luciano di Montichiari, gli apprezzamenti che hanno fatto i clienti tedeschi in visita alla sua azienda e il conseguente buon esito dell’appuntamento.

 

Quindi avere officina in ordine è già un mezzo successo per i tuoi sforzi di esportare la meccanica in Germania.

 

Prima di tutto devi però capire quanto il TUO prodotto può essere venduto in Germania e quante possibilità di successo può avere.

 

Altrimenti corri il rischio di gettare al vento davvero un sacco di soldi senza avere risultati.

 

E cosa forse ancora più grave, non sai il motivo perché hai fallito e quindi non sai neanche come reagire a questi ostacoli.

 

Per evitare questi problemi e rischi nella fase preliminare di approccio al mercato tedesco, ho ideato il DEI (Deutschlandexportindex) l’indicatore di esportabilità e vendibilità del tuo prodotto in Germania.

 

Questo permette di fare una valutazione preliminare delle possibilità di successo del tuo prodotto in Germania.

 

Se il risultato è negativo, è necessario fare una riflessione se sia il caso di procedere con l’attività commerciale o invece procedere ad effettuare cambiamenti di strategia.

 

Se anche tu sei interessato ad approfondire l’argomento e cominciare subito a esportare la meccanica in Germania, voglio spedirti il Kit  “Starter Kit per vendere in Germania” che ti permetterà di iniziare a contattare clienti in Germania.

 

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A presto

 

Francesco

 

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